Storia di una Regina: la cucina.

Dagli anni ’60 ad oggi.

Cucine di design, modulari e componibili, sospese a parete o su gambe, una storia italiana che ha saputo sperimentare utilizzando e trasformando forme e materiali.

La storia della cucina italiana cambia nel tempo e nei diversi stati sociali. Fino all’Ottocento e per buona parte del Novecento nelle case borghesi la cucina era un luogo riservato ai domestici, la padrona di casa vi entrava per organizzare o controllare il lavoro, il padrone di casa non vi entrava affatto, nelle case del popolo, invece, la cucina, spesso, era l’unico ambiente dove si viveva, si preparavano i cibi, ci si scaldava intorno al focolare.

All’indomani della prima guerra mondiale venne creata la Frankfurt Kitchen (1926-1927 da Grete Schutte-Lihotzky, prima opera del genere concepita da un architetto donna ed ora esposta al museo MOMA di New York). Dal design compatto ed ergonomico riflettevano il progetto di trasformare in modo positivo la vita delle famiglie medie.

La creazione delle cucine divenne, in seguito, terreno di prova per i nuovi materiali e tecnologie con una particolare attenzione alla praticità ed all’igiene ed anche alla razionalizzazione che potesse contribuire al risparmio di tempo.

Dopo la seconda guerra mondiale la cucina divenne il primo ambiente da ricostruire e tanti mobilieri italiani si trasformarono in imprenditori proprio in questo settore. Sempre più numerose donne italiane iniziarono a lavorare e la sera non avevano voglia di restare da sole a lavorare in cucina, così questa stanza arredata con le nuove cucine realizzate in quegli anni divenne il centro della casa, un ambiente da mostrare anche agli ospiti, dove mangiare tutti insieme, il nucleo della vita familiare.

Nel primo dopoguerra i Designer italiani crearono opere che hanno lasciato il segno come il frigorifero o il primo esempio di cucina componibile, la Cucina E5 realizzata da Marco Zanuso nel 1966 per l’azienda italiana Elam. Fino a quel momento la cucina era solo un luogo adibito alla cottura del cibo, non era quindi un luogo della casa considerato vivibile.

L’Italia in quegli anni correva spedita verso il boom economico. Materiali e colori diventano protagonisti anche di sperimentazioni d’avanguardia. Joe Colombo disegna la Minikitchen: un monoblocco su ruote.

Passano gli anni. Con l’inizio della parità dei sessi l’uomo entra in cucina. La stanza si apre al living, nasce l’angolo cottura, si mettono a punto i primi sistemi a incasso. Vico Magistretti è un Maestro. D’ora in poi i cambiamenti saranno prima estetici e poi tecnologici.

Negli anni ’70 si crearono i primi modelli ad incasso e si inserirono il congelatore e la lavastoviglie, inoltre per rispondere alle esigenze della clientela di avere un luogo personalizzato si crearono le prime cucine su misura. Risale, poi, al 1988 la creazione, da parte di Luca Meda di “Nuvola” la prima cucina sospesa. Negli ultimi anni la cucina ha subito un’ulteriore evoluzione aprendosi al living. Le zone operative sono spesso state inserite nella penisola che contiene lavabo e fornello e che è solo una parte del grande spazio contenente salotto e sala da pranzo.

La cucina living è il nuovo concept dell’abitare che vede cucina e soggiorno protagonisti. Adatta soprattutto per chi preferisce la convivialità e il desiderio di fondere due ambienti in un unico ampio spazio.